Le auto d'epoca, quelle divinità a quattro ruote, tempestate di cromature e memorie, che per anni hanno scintillato nei garage dei fortunati come trofei di una guerra vinta contro il tempo ora vedono crollare il cielo sul loro mondo dorato.
Il servizio che ha osato parlare di "crollo" nel settore delle quotazioni ha scatenato un putiferio, e non da parte di chi le guida per passione, no: da chi le vende, o da quei collezionisti che, con l'occhio furbo del mercante, le compravano a prezzi da mercatino dell'usato e le rivendevano come reliquie sante.
Iconiche classic car, le chiamano, con quel tono reverenziale che sa di asta milionaria. Ma l'ultima di Mecum, signori miei, è stata il Götterdämmerung (forse è eccessivo citare Wagner, ok, ma cerchiamo di parlare di cultura dell’auto...): i miti in picchiata, e le supercar moderne – Enzo, 430 Scuderia, F50 e compagnia bella – che decollano come razzi, lasciando dietro una scia di polvere e rimpianti.
Per capirci qualcosa, senza affidarci alle chiacchiere da bar o ai lamenti dei profeti di sventura, siamo andati a consultare i veri oracoli del settore: quelli che pubblicano annunci dalla mattina alla sera, il colosso AutoScout24. E i loro dati, elaborati in esclusiva per LA STAMPA Motori, dipingono un quadro preciso.







