Un lettore scrive:
«Ringrazio il giornalista Borgomeo per aver detto quello che pochi hanno il coraggio di ammettere, ossia la perdita d'amore e passione verso le auto; ma non potrebbe che essere così quando ci vogliono portare addirittura a condividerle, a non possederle più! In un passato non troppo remoto l'auto la si sceglieva per il motore, la cilindrata i CV, lo scatto 0-100, era l'oggetto del desiderio oltretutto se si aveva la fortuna di riuscire a possedere un modello con sigla GT, GTI, TURBO ecc. ecc era il coronamento di un sogno. Ora sono riusciti a rubarci anche questo sogno, svenduto all'elettrificazione, alla globalizzazione. al consumismo che porta le case automobilistiche a proporci modelli che non vogliamo, imposti da visioni lesionistiche e miopi dei governanti europei, alle quali per fortuna mi sembra di constatare molti si stanno ribellando, sia come costruttori, sia come noi consumatori (che in fin dei conti facciamo il mercato…)».
Edoardo Deantoni
Un lettore scrive:
«Mentre tutti gli esercenti pagano l'occupazione del suolo pubblico, all'angolo tra corso Principe Oddone e lungo Dora Napoli c'è un bar, frequentato esclusivamente da nigeriani, che non solo non si preoccupano di schiamazzare tutta la notte, ma hanno tranquillamente occupato tutto il marciapiede con tavoli e sedie. I pedoni? In mezzo alla strada. Passare per vedere. Suggerisco a tutti i bar e ristoranti di fare altrettanto…».






