Un lettore scrive:

«A sentire come i politici descrivono il Salone dell'auto di Torino, che a me sembra più una sagra di paese, mi viene da piangere, soprattutto ripensando al glorioso passato della nostra città (non più capitale dell'auto, e mai più lo sarà). I ricordi mi portano alle visite di 2 giorni al vero salone dell'auto al Valentino, dove i produttore attendevano l'evento per presentare le novità. Che dire poi dei suoi competitor: il salone di Ginevra o il maestoso salone di Francoforte visitati con desiderio e trepidazione oltre che amore sviscerato per le quattro ruote, amore ormai perduto per colpa di leggi europee che vogliono convertirci ad una mobilità apatica, silenziosa, inespressiva e falsamente green e non più alla portata della maggior parte degli automobilisti».

Edoardo Deantoni

Un lettore scrive:

«Leggo che il nuovo incrocio di Piazza Baldissera avrà semafori ottimizzati dal Consorzio 5T. Se l'ottimizzazione sarà come nel resto della città c'è poco da star tranquilli. Nei giorni scorsi ho preso il tram 13 da piazza XVIII Dicembre a Piazza Castello e abbiamo trovato tutti i semafori rossi. E che dire dell'asse di corso Vittorio in Piazza Adriano, con semafori completamente a-sincronizzati a differenza di un tempo?».