Un lettore scrive:
«Da torinese che da sempre ama la sua città incondizionatamente, credo sia doveroso ringraziare Alberto Angela per il bellissimo ritratto di Torino andato in onda la sera di Natale su Raiuno».
Giorgio Barberis
Una lettrice scrive:
«Le dispute sulla ipotesi di pedonalizzare Via Po, mi ricordano quelle che si verificarono mezzo secolo fa quando Diego Novelli realizzò la pedonalizzazione di Via Garibaldi. Anche allora gli esercenti della Via si opposero strenuamente, affermando che il "sindaco rosso" voleva penalizzare il libero commercio della zona, perché inevitabilmente vi sarebbe stata una drastica riduzione degli affari. La realtà dimostrò il contrario, il giro d'affari aumentò, perché le persone a piedi affluivano più facilmente e più numerose. A quel punto a protestare furono gli esercenti delle zone adiacenti, che vedendo in parte diminuire gli introiti a causa del crescente flusso pedonale in Via Garibaldi, accusavano il sindaco di aver voluto privilegiare alcuni, a scapito di altri! Dopo 50 anni, Torino è sempre la medesima: sospettosa, oppositiva, recalcitrante ad ogni novità, sempre all'insegna dell'esageruma nen. Nelle grandi città europee e non solo, il centro è dei pedoni, dei mezzi pubblici, dei taxi. Torino vuole continuare ad essere "un grosso borgo ai piedi delle Alpi" (Napoleone dixit), al più le basta rimanere una città grande, ma comunque rimane restìa a voler diventare una grande città. Con questa mentalità provinciale non stupisce che Torino sia 57esima in Italia nella graduatoria della vivibilità dei capoluoghi di provincia, Milano è ottava...In questa classifica, Torino geograficamente è collocata al nord, ma in graduatoria è collocata al Centro Sud».






