Che sta succedendo nel mondo dell’auto? Un tempo, non così lontano, il rombo di un motore era una sinfonia che parlava chiaro: cavalli, cilindri, un volante da stringere e una strada da divorare. C’era un ordine, una liturgia. I giornali specializzati, quei rifugi di pochi amanuensi con la penna sporca di olio, erano i custodi di un sapere tecnico e passionale.

Non c’è più la Cassazione

Le associazioni di categoria, una sorta di Cassazione dell’automobile, certificavano il vero dal falso. E le case automobilistiche, con i loro comunicati inoppugnabili, dettavano la linea, come oracoli di un Olimpo meccanico. Oggi? È un caos destrutturato, un baccano digitale che sembra uscito da un motore grippato. I social, che dovrebbero essere un’agorà di idee, sono una giungla di “falsari” e “fanatici”, dove un youtuber con un microfono da quattro soldi pontifica su coppia, autonomia e design senza distinguere una Fiat Duna da una Porsche 911.

L’ignoranza si fa sistema

Non è solo ignoranza, sia chiaro: è un’ignoranza che si fa sistema, che si autocelebra, che si moltiplica. E in un’epoca di transizione epocale – il passaggio all’elettrico, con tutto il suo bagaglio di complessità tecniche, economiche, culturali – questa babele di voci non fa che amplificare il rumore di fondo. E il rumore, si sa, è il nemico del dialogo. È impossibile parlare quando tutti urlano, soprattutto se urlano cose sbagliate.