In occasione del Giorno della Memoria, il Consiglio Valle ha scelto di ricordare la storia di Giulio Giunta, alpino valdostano deportato nei campi di prigionia tedeschi negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale perché aveva rifiutato di arruolarsi nelle forze armate della Repubblica Sociale Italiana.
"Una storia concreta, capace di attraversare il tempo e parlare alle nuove generazioni" si legge in una nota.
Sui canali social dell'Assemblea è stato pubblicato un video che racconta la vicenda che prende avvio da una bicicletta: trovata nel 1945 nei pressi del campo di Dachau, uno dei luoghi simbolo dell'orrore nazista, fu il mezzo con cui Giulio Giunta riuscì a tornare a casa dopo la fuga dal campo, percorrendo quasi mille chilometri fino ad Aosta. Un viaggio estremo, compiuto in condizioni fisiche drammatiche, che divenne il segno concreto del ritorno alla libertà. Quella bicicletta è rimasta con lui per tutta la vita ed è oggi testimone di quella vicenda. Il racconto è affidato alla voce della nipote, Arianna Riccio, insegnante, che ha scelto di tramandare questa memoria, perché il ricordo non resti immobile nel passato ma continui a muoversi, di persona in persona e di generazione in generazione.














