MESTRE - Un viaggio in bicicletta per ricordare chi ha scelto il coraggio. È questa l'iniziativa promossa da Lucia Farina, nipote di Torquato e Franco Fraccon, insieme al marito Antonino Stinà, Paolo Massignan (figlio di Luigi Massignan, compagno di lotte dei Fraccon) e Meme Pandin. L'itinerario celebra l'ottantesimo anno dalla morte di Torquato e Franco Fraccon, padre e figlio appartenenti a una famiglia borghese vicentina, deportati e uccisi nel campo di concentramento di Mauthausen nel maggio del 1945, che dedicarono la loro vita ad aiutare persone ricercate dal regime per motivi politici o razziali, fornendo documenti falsi e organizzando fughe verso la Svizzera.

La scelta della bicicletta per il viaggio non è casuale: durante la Resistenza era il mezzo più utilizzato per trasportare documenti, armi e viveri, diventando un simbolo della lotta al nazifascismo. «Mio nonno Torquato era un uomo di autorevolezza e allegria», ha raccontato Lucia Farina durante la presentazione dell'iniziativa, patrocinata dai Comuni di Venezia e Vicenza, ieri al Liceo Stefanini di Mestre, scelto come luogo simbolico di educazione e formazione per le nuove generazioni. «Questo viaggio è un modo per ricordare lui e mio zio Franco, due testimoni di vita di chi ha scelto di non voltare le spalle a ciò che stava succedendo».