Avvio con un buon ritmo ma senza intasamenti per l’Arbitro assicurativo (Aas) partito con l’operatività il 15 gennaio. Il nuovo arbitro per le controversie nel settore delle polizze, secondo quanto riferisce l’Ivass (authority che ne sostiene il funzionamento), ha ricevuto in media 25 ricorsi al giorno nella prima settimana di operatività: per il 50% attinenti il ramo danni, per il 30% l’Rc auto e per il 20% circa il ramo Vita.

Non c’è per ora stato l’intasamento di ricorsi tanto temuto anche dalle compagnie che per la prima volta si trovano a doversi confrontare con un organismo di tutela facilmente accessibile (bastano 20 euro) e veloce (massimo 180 giorni per ottenere una decisione). Tra i motivi del mancato boom di ricorsi c’è anche il fatto che per poter accedere all’Aas (www.arbitroassicurativo.org) bisogna prima aver reclamato presso la compagnia ottenendo una risposta non soddisfacente.

Le sovrapposizioni

Relativamente a questo atteso organismo ci sono ancora delle questioni sostanziali da chiarire. E probabilmente a prendere posizione dovrà essere il collegio giudicante che in questa fase delicata di avvio si troverà di fatto ad affrontare i nodi ancora da sciogliere. «Si profilano innanzitutto delle sovrapposizioni con gli arbitri già esistenti (Abf e Acf) in relazione a specifici prodotti – spiega Benedetta Musco Carbonaro, partner di Advant Nctm –. È il caso degli Ibips (polizze Vita, ndr) per la competenza anche dell’Acf, ad esempio nelle polizze unit linked distribuite da banche, che in teoria possono essere convenute sia presso l’Acf in quanto intermediari finanziari che presso l’Aas in quanto intermediari anche assicurativi iscritti alla lettera D del Rui (Registro Unico degli intermediari)». Un’altra area di incertezza riguarda le polizze abbinate a finanziamenti (Ppi o Cpi), in cui di nuovo gli intermediari finanziari distributori potrebbero essere convenuti sia presso l’Abf che presso l’Aas.