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Il governatore Fontana: "Gli agenti federali saranno a Milano per la sicurezza di Vance e Rubio". Ma Piantedosi precisa: "L'ordine pubblico sarà gestito da noi"
Da Minneapolis a Milano-Cortina, andata e ritorno. Mentre negli Usa infuria la polemica per i metodi violenti degli agenti dell'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement i cui "controlli" anti-immigrazione a Minneapolis hanno causato due vittime peraltro statunitensi, da questa parte dell'Oceano tutto si riverbera nel timore che proprio quel corpo di polizia dai metodi discutibili possa arrivare da noi. Più precisamente, come forza di sicurezza addetta a scortare le autorità a stelle e strisce attese per le prossime olimpiadi invernali.
Ad aprire un fronte italico della polemica è stato sabato il Fatto Quotidiano, citando un portavoce dell'agenzia federale sul controllo dell'immigrazione secondo il quale "Ice Homeland Security Investigations supporteranno il servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per la durata dei Giochi olimpici e Paralimpici 2026 a Milano". Quasi immediata la smentita del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Non mi risulta", ha spiegato l'altro giorno il titolare del Viminale, chiarendo come, comunque, se anche le autorità Usa in visita in Italia volessero agenti Ice per la propria sicurezza, questi ultimi "si coordinerebbero con le nostre forze dell'ordine".












