(di Alessandra Magliaro) Quanti sono gli ebrei italiani sopravvissuti ai lager nazisti e ancora oggi in vita? E quanti tra gli ex deportati non ebrei? Le voci degli 'araldi della memoria' come li chiama Liliana Segre, sono sempre meno, anno dopo anno.

Per ragioni anagrafiche i testimoni dell'indicibile sono ormai davvero pochi.

C'è chi ha fatto della testimonianza del campo di sterminio una missione di vita, uno sforzo immane da dedicare a chi non è sopravvissuto, documentando pubblicamente quell'esperienza, riprovando il dolore altre mille volte e poi c'è chi ha cercato di sopravvivere in silenzio. Non è semplice per questo tenere conto di chi in Italia uscì vivo da Auschwitz-Birkenau e dalle altre camere della morte per il più folle dei progetti: lo sterminio di una 'razza' e di chi era diverso - gli omosessuali, i disabili, i rom - e degli oppositori politici.

Il 27 gennaio, il Giorno della Memoria, questa straziante condizione di sopravvissuti all'Olocausto spinge ad un conto di chi c'è ancora.

In Italia, accanto a persone instancabili in prima linea come la senatrice a vita Liliana Segre (classe 1930) superstite di Auschwitz in cui entro all'età di tredici anni nel gennaio 1944, Sami Modiano (1930), sopravvissuto al campo di sterminio di Birkenau, e Edith Bruck (1931), ebrea ungherese deportata nel '44 ad Auschwitz, sopravvissuta a sei diversi lager ci sono pochi altri ed è giusto parlare anche di loro.