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Così il Consiglio è diventato una filiale: posto sempre garantito ai capi dell'Anm

Presidenti dell'Associazione nazionale magistrati, segretari, vice segretari, leader di corrente. Questa è la risposta che si trova alla domanda: che utilizzo ha fatto in questi anni l'Anm del sistema per eleggere i membri del Consiglio superiore della magistratura? Chi ha fatto eleggere? Al Csm sono approdati i migliori? O, come sostiene l'ex pm Antonio Sangermano in un'intervista al Giornale, il sindacato delle toghe si è trasformato in ufficio di collocamento per i suoi esponenti di spicco, creando un sistema di porte girevoli in cui le cariche nell'Anm e nelle sue correnti si traducono quasi automaticamente in un posto al Csm, organo di rilevanza costituzionale? L'interrogativo assume spessore in queste settimane in cui l'Anm si batte - in vista del referendum del 22 marzo - contro la riforma che introduce (insieme alla separazione delle carriere tra pm e giudici) il sorteggio dei membri del Csm. Solo l'elezione diretta, dice l'Anm, garantisce che al Csm approdino davvero i migliori, e non dei magistrati qualunque miracolati dal sorteggio. In realtà, basta incrociare gli archivi per scoprire che al Consiglio superiore sono arrivati spesso i notabili delle correnti. Il catalogo completo è così lungo da essere impubblicabile per intero. Alcuni esempi significativi.