Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Le maggiori novità: concorsi separati e stop alle correnti nel Csm grazie al sorteggio
"No, mi dispiace, questo è il tribunale. La Procura è in un altro palazzo". Ecco, per il cittadino qualunque l'effetto non sarà immediatamente questo. Anche quando la riforma costituzionale varata ieri dal Parlamento sarà in vigore e avrà compiutamente dispiegato i suoi effetti, i giudici e i pubblici ministeri potranno continuare a vivere sotto lo stesso tetto. Ma un po' alla volta, inevitabilmente, la percezione che il cittadino-utente avrà del sistema giustizia (se le premesse verranno confermate) lo porterà sempre di più in palazzi di giustizia dove convivono tutti gli operatori del diritto - giudici, pubblici ministeri, avvocati - in un contesto unico ma con ruoli ben divisi. E dove capiterà sempre meno di andare al bar e trovare giudici e pm a braccetto che si danno del tu, salvo fingere di darsi del lei quando riprende l'udienza.
Non sarà, va detto, un cammino rapido. Se la riforma supererà lo scoglio del referendum popolare previsto per la prossima primavera, il Parlamento avrà un anno di tempo per approvare le nuove leggi ordinarie, quelle che daranno vita agli organismi previsti dai nuovi articoli della Costituzione: il doppio Consiglio superiore della magistratura - uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri - e l'Alta corte di Giustizia, il "tribunale" che giudicherà gli illeciti delle toghe prendendo il posto della sezione disciplinare del Csm.






