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"Il Consiglio superiore non può essere usato come strumento di contesa. Al Csm spetta decidere, non essere trascinato in annunci mediatici": le parole contenute in una dichiarazione congiunta di 20 membri
"Non trascinateci su questioni disciplinari". I togati del Csm prendono posizione sul caso Gratteri. "Preoccupa il tentativo di trascinare il Csm nel dibattito referendario, ventilando iniziative in chiave disciplinare. Il Consiglio superiore non può essere usato come strumento di contesa: l'azione disciplinare è promossa dal ministro della giustizia e dal Procuratore generale presso la Cassazione. Al Csm spetta decidere, non essere trascinato in annunci mediatici". Queste le parole contenute in una dichiarazione congiunta di 20 membri del Csm, compresi tutti i membri togati ad eccezione di Bernardette Nicotra, in merito alle polemiche sorte sulle frasi del Procuratore Gratteri. Il documento è firmato anche di laici Romboli e Carbone.






