Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il Consiglio vuol chiedere i danni all'ex presidente di Anm ma scorda l'ex magistrato condannato per rivelazione del segreto d'ufficio

La pratica è sospesa. È tornerà al Comitato di presidenza. Niente azione civile nei confronti di Luca Palamara. Ieri il Foglio aveva anticipato le mosse, spiegando che oggi il plenum di Palazzo dei Marescialli avrebbe dato il via al procedimento, con l'obiettivo di raggiungere quota duecentomila euro. Ma Palamara, in extremis, ha mandato una nota che costringe ora il Csm a un passo di lato. "Il dottor Palamara - si legge nella memoria - è pronto a confermare la linearità, correttezza e trasparenza del proprio operato quale componente del Csm nel periodo 2014-2018". Insomma, eventuali richieste risarcitorie poggerebbero su fondamenta fragili, anzi inesistenti.

Di più, l'accusa iniziale di corruzione si è persa per strada ed è rimasta solo quella di traffico di influenze. Per questo reato, Palamara ha patteggiato in due procedimenti la pena complessiva di un anno e 4 mesi. Ma c'è altro: pochi giorni fa l'avvocato Piero Amara, come documentato dal quotidiano La Verità, ha svelato che a Perugia un pm, Mario Formisano, si inginocchiò "scherzosamente" davanti a lui, chiedendogli di aiutarlo a fare l'indagine della vita, naturalmente a proposito di Palamara. Non si sa se quell'episodio sia vero o falso, ma si impone un approfondimento per capire se alcune contestazioni siano state costruite a tavolino o enfatizzate.