Milano, 25 gen. (askanews) – Che cosa racconta oggi un calice di vino giusto? Per Slow Wine Fair 2026 significa parlare di lavoro equo, diritti, scelte agricole responsabili e futuro: dalle Terre Alte ai giovani che faticano ad accedere alla terra, fino al ruolo sempre più centrale delle donne nel settore vitivinicolo. Da questi temi prende avvio la nuova edizione della manifestazione, in programma dal 22 al 24 febbraio a BolognaFiere, di nuovo in contemporanea con Sana Food, il format dedicato alla sana alimentazione fuori casa.
In vista dei tre giorni in fiera, un ciclo di conferenze online introduce il pubblico ai contenuti al centro dell’evento, approfondendo le dimensioni ambientali e sociali del vino buono, pulito e giusto. Il 28 gennaio alle 18 è in programma “Il vino slow a 360 gradi”, incontro che ripercorre l’evoluzione dei temi che hanno caratterizzato Slow Wine Fair in questi anni. Si parte dal rapporto tra vino e cambiamento climatico, per arrivare alla fertilità del suolo, all’attenzione per l’intera filiera produttiva, incluso il packaging, fino al concetto di vino giusto, capace di tutelare le risorse naturali e contribuire allo sviluppo delle comunità locali. A guidare il confronto saranno Adriano Zago, enologo, agronomo e fondatore di Cambium, realtà che supporta lo sviluppo delle attività biodinamiche, Marta Mendonca, Head Manager & Impact di Porto Protocol, rete globale di aziende e organizzazioni impegnata sulla sostenibilità nel settore del vino, e Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia.






