PADOVA - Ancora una condanna per Veneto Banca, stavolta nell’ambito di una causa pilota che riguarda un agente finanziario e il suo legittimo recesso del rapporto di lavoro. Il tribunale ha respinto le richieste dell’istituto di credito in liquidazione e riconosciuto il diritto dell’agente a sciogliere il contratto senza penali, alla luce del dissesto e delle gravi irregolarità emerse. È una sentenza destinata a far discutere quella pronunciata dal Tribunale di Padova, Sezione Lavoro, che ha respinto integralmente le pretese di Veneto Banca Spa in liquidazione coatta amministrativa, nei confronti di un proprio ex agente finanziario, riconoscendo la legittimità del recesso per giusta causa dal contratto di agenzia. Ma soprattutto è una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Di certo il principio sarà fatto valere anche per gli altri agenti.

La controversia nasce dal rapporto instaurato nel 2013 tra la banca e Luca Mosetti (in foto, difeso dalle avvocate Elisabetta Scuderi e Cassandra Di Taranto), promotore finanziario legato all’istituto da un contratto a tempo indeterminato, integrato da un accordo che prevedeva obiettivi di raccolta, un minimo provvigionale garantito e, soprattutto, un cosiddetto “patto di stabilità” quinquennale. In base a tale clausola, l’agente si impegnava a non recedere dal rapporto per 60 mesi, pena il pagamento di una penale di 65.900 euro.