RIESE (TREVISO) - Un anno e dieci mesi di pena ma con l’applicazione della sospensione condizionale. Per cui niente carcere. È la sentenza arrivata ieri dal tribunale di Treviso davanti al giudice Alberto Fraccalvieri nei confronti di Roberto Battagello, l’ex vicedirettore dell’agenzia di Riese Pio X di Veneto Banca poi trasferito alla filiale di Mestre quando l’istituto venne inglobato in Intesa SanPaolo, accusato di aver sottratto con l’inganno ad amici e conoscenti tra i 4 e i 7 milioni di euro.
La condanna (in primo grado) nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Luca Dorella e giudicato con rito abbreviato, può dirsi tutto sommato mite (come lo era stata la stessa richiesta del pm, che aveva chiesto una condanna a 18 mesi di reclusione), visto che una parte dei reati contestati è caduta in prescrizione. Resta ora il nodo dei risarcimenti alle vittime, che verranno determinati in un separato procedimento civile. L’accordo di Intesa SanPaolo (citata a giudizio come responsabile civile) raggiunto con le vittime copre infatti solo una parte delle perdite. Tuttavia Battagello, che è stato anche condannato a versare, sotto forma di provvisionale, 50mila euro all'unica parte offesa rimasta a processo, allo stato attuale risulta praticamente nulla tenente. L’ex vicedirettore della filiale di Veneto Banca di Riese era finito alla sbarra per l’ipotesi di reato di truffa aggravata, per aver - secondo l’accusa - contraffatto dei documenti della banca ed essersi approfittato della buona fede dei clienti raggirati.






