VICENZA - La Cassazione ha confermato la sanzione da 60mila euro da parte di Consob ad Andrea Monorchio - ex vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza a partire dal 2011 - per le omissioni informative nei prospetti degli aumenti di capitale del 2014. La sentenza fa riferimento al crac di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza, con la conseguente liquidazione dei due istituti risalente al 2017, che ha lasciato dietro di sé decine di migliaia di creditori.
La delibera dell’Autorità di vigilanza finanziaria in esame aveva contestato la mancata rappresentazione di elementi necessari agli investitori sulla determinazione del prezzo delle azioni, sui finanziamenti strumentali alla sottoscrizione e sulla compravendita dei titoli dell'istituto bancario. Gli aumenti di capitale riguardavano, nel dettaglio, un’offerta in opzione fino a circa 607 milioni di euro e un’emissione rivolta a non soci fino a 300 milioni entro un triennio, entrambe risalenti al 2014.
La fondatezza della contestazione emerge, secondo i giudici, proprio dalla lettura dei prospetti 2014 e dalla “disapplicazione” della combinazione dei tre modelli valutativi adottati dalla banca. Quanto al fenomeno del “capitale finanziato” e dei “finanziamenti correlati”, la Cassazione richiama gli esiti ispettivi: la banca ne riconobbe la dimensione nella semestrale al 30 giugno 2015 per 974,9 milioni di euro. Il fenomeno "era conosciuto o conoscibile", si legge nella sentenza, anche per le vistose anomalie operative ricavabili dalla documentazione sui fidi, parte integrante dei verbali del CdA.






