La cucina italiana non è solo cibo: è cultura, identità, tradizione e ponte tra popoli.

Lo ha ribadito con forza la comunità italiana a Tokyo nel corso di una serata speciale organizzata dall'Ambasciata d'Italia, in occasione della quale la delegazione locale dell'Accademia Italiana della Cucina ha celebrato il recente riconoscimento Unesco al patrimonio enogastronomico nazionale e consegnato i suoi prestigiosi premi annuali.

"Un successo che è frutto di un grande lavoro di squadra a livello nazionale", ha dichiarato l'Ambasciatore d'Italia a Tokyo, Gianluigi Benedetti, rivolgendosi alla platea composta da rappresentanti istituzionali, chef, giornalisti e appassionati del settore.

"Questo premio appartiene innanzitutto ai nostri cuochi, ai nostri chef e ai professionisti del settore capaci di elevare il patrimonio enogastronomico a una forma d'arte. Questo riconoscimento onora ciò che siamo perché la cucina italiana, non è solo cibo, ma cultura, tradizione, lavoro e identità".

In questa cornice, l'Accademia ha voluto valorizzare figure e realtà che si distinguono per l'impegno nella tutela e nella diffusione della gastronomia italiana all'estero. Il Premio Giovanni Nuvoletti è stato assegnato alla giornalista Shizuka Kataoka, per il suo rigoroso lavoro di approfondimento e divulgazione delle tradizioni italiane. Il Diploma di Buona Cucina è andato all'Antica Osteria del Ponte, storico punto di riferimento per la cucina italiana a Tokyo, mentre il Premio Massimo Alberini è stato conferito a Nino Caffè, luogo simbolo della convivialità tricolore nella capitale giapponese. "Questi premi, nel loro insieme, testimoniano come la tutela del nostro patrimonio gastronomico passi attraverso l'impegno quotidiano di persone e realtà diverse, unite da un senso di responsabilità condivisa verso un bene che appartiene a tutti. E in base a questo principio siamo tutti chiamati a metterci al servizio di questo patrimonio", ha sottolineato Emanuela Orighi, Delegata dell'Accademia Italiana della Cucina a Tokyo.