Vaccaro ha parlato di “indagine zoppa” e di Moretti come “anello finale della catena”
Genova – “La situazione è difficile ma non pensavo che si arrivasse fino a questi livelli”: l'avvocato Alessandro Vaccaro, che difende la famiglia di Emanuele Galeppini, il giovanissimo genovese morto nella strage di Crans-Montana la notte di Capodanno, torna a ribadire la contrarietà per l'andamento delle indagini e per la scarcerazione del proprietario del Constellation (la notizia), il locale dove è avvenuto l'incendio mortale.
“Ho già detto del reato contestato che secondo me dovrebbe contemplare il dolo eventuale, la carenza di qualificazione di altre responsabilità nonostante il sindaco di Crans-Montana abbia detto che da 5 anni non venivano fatti controlli - ha sottolineato Vaccaro - Moretti è l'anello finale della catena. Poi non si parli di pericolo di fuga: l'hanno arrestato dopo 8 giorni e l'hanno scarcerato dopo 5 con una cauzione pagata da terzi. Ci sono troppe cose che lasciano perplessi. Quella scarcerazione tra l'altro è uno schiaffo alle vittime di questa vicenda”.
Ancora: “Siamo andati a Roma per avere il sostegno da parte dello Stato nei confronti di vittime e feriti, magari pensando alla creazione di un fondo internazionale e so che nei prossimi giorni i colleghi svizzeri saranno ricevuti dalla Confederazione Elvetica. Noi in quanto parti civili non possiamo intervenire, e solo dopo aver ricevuto le carte potremo incontrare la procuratrice generale a Sion. Il punto è che questa indagine è zoppa. Anche se a quanto sembra si comincia a parlare di altri indagati e a ragionare di dolo eventuale, mi chiedo ancora una volta il perché di quella scarcerazione”.














