La prima vera cucina “straniera” arrivata a Firenze non è stata quella giapponese, né le mille declinazioni etniche di oggi. È stata quella cinese, approdata in città già dagli anni Settanta, silenziosa e operosa come spesso è stata la sua comunità. Ristoranti semplici, familiari, frequentati prima dagli studenti e poi da una città che imparava, lentamente, ad allargare il proprio orizzonte gastronomico.
Molto dopo è arrivato il Giappone, con tempi, rituali e una filosofia completamente diversa. E infine è arrivata l’epoca degli all you can eat, che ha uniformato linguaggi e aspettative, moltiplicando insegne e formule. In questo mondo variegato – spesso confuso – esistono però ristoranti che si distinguono, per autenticità, rigore, visione o semplice coerenza. Posti dove la cucina asiatica non è una scorciatoia, ma un racconto vero, fatto di tecnica, cultura e identità.
Fulin Luxury Chinese Experience
Fulin stupisce dall'esterno: un palazzetto fiorentino di fine Ottocento che, oltre la soglia, teletrasporta in una Cina raffinata e colta. Qui la cucina pechinese si evolve in esperienza gourmet, con equilibri perfetti e presentazioni impeccabili. La carta dei vini si armonizza senza forzature, mentre la terrazza invita ad aperitivi orientali.






