ROMA – La chiamavano “la matta di Piazza Giudia”, non era matta per niente. Era stramba, anticonformista e questo impedì che venisse presa sul serio nel momento più buio. “Ho cercato di restituirla con tutta la sua forza, la sua ribellione, nel suo essere scomoda, ho lavorato sul fatto che non avesse in sé odio, sul suo non essere indifferente alle sofferenze degli altri. Se vedeva un'ingiustizia agiva subito, senza pensarci, e ne pagava di persona il prezzo": così Micaela Ramazzotti ha costruito il suo ritratto della protagonista di Elena del Ghetto, l'opera prima di Stefano Casertano, che dopo il debutto all'ultima Festa del cinema di Roma arriva in sala il 29 gennaio con Adler Entertainment, con proiezioni anticipate il 26 per le scuole, in presenza a Roma e collegate in streaming in tutta Italia, e il 27, Giorno della Memoria, con una proiezione alla Camera dei deputati.
Micaela Ramazzotti è "Elena del Ghetto": "Una boxeur che combatteva per la verità"
Il film racconta la vera storia di Elena Di Porto, una donna coraggiosa indipendente, battagliera, anche nell'opporsi fisicamente ai fascisti, moderna di decenni rispetto ai tempi che viveva, appunto “la matta di Piazza Giudia”; un marchio che impedì che venisse presa sul serio quando, dopo aver scoperto in anticipo i piani del rastrellamento degli ebrei del ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943, tentò invano di avvisare tutti. Il film (prodotto da Titanus, Masi Film con Rai Cinema, M74, Sound Art 23) è ambientato tra il 1938 e il 1943, nel cast ci sono anche Valerio Aprea nel ruolo di Vitale, il fratello di Elena, Giulia Bevilacqua nella parte della cognata Costanza, che ammira l'indipendenza di Elena, Caterina De Angelis, Marcello Maietta, Giovanni Calcagno, Gabriele Cirilli. Ermal Meta firma il il brano originale Ti verranno a chiedere di me.







