Rilassata, circondata da ragazze adolescenti mai stanche di tuffi, in armonia con il fidanzato Claudio Pallitto, si gode l'estate Micaela Ramazzotti in attesa che un film cui ha dato, tanto per cambiare, l'anima, La guerra di Elena di Stefano Casertano, esca magari dopo una premiere alla Festa di Roma, lavora ad una seconda regia dopo l'exploit d'esordio di Felicità e si prepara a due progetti ancora top secret da interpretare in autunno.

"Sono serena - confida in una conversazione con l'ANSA a Marateale, circondata da una nuova tribù di famiglia allargata, le figlie di lui, la figlia di lei - vivo una fase di maturità, meno ansiosa di come sono sempre stata, più scialla come direbbero le ragazze".

Giornate di bagni al mare nel festival di Nicola Timpone che l'ha accolta e premiata nella serata conclusiva. "Merito questo riposo, per Elena mi sono impegnata tantissimo. Ho fatto tanto sport, del resto ho il personal trainer in casa - sorride ironica -: Claudio mi allenava tutte le mattine mi portava a fare sport outdoor nel parco della Caffarella a Roma con la pioggia o con il sole, sembravo Rocky. E poi l'impegno studiando a fondo il personaggio cui restituiamo memoria, Elena Di Porto. Con il giudaico romanesco è stata una avventura. Sono romana, anzi di una periferia lontana come Axa, ed ero convinta fosse una passeggiata almeno il linguaggio... macché. Mi ci sono ammalata per imparare questo dialetto che si parlava nella Roma della guerra e oggi quasi del tutto scomparso".