Alla Mostra di Venezia c’è la finzione del cinema. Anche quando racconta fatti drammaticamente reali («The Voice of Hind Rajab» è la vicenda di una bimba palestinese, intrappolata in auto durante un attacco israeliano a Gaza) o verosimili (lo spettro della guerra nucleare in «A House of Dynamite»). Poi — fuori dalla sala — c’è la vita vera, in carne e ossa. Malgrado lungo le poche decine di metri di tappeto rosso sembri un’esistenza fatta di piume e paillettes.