"Il mio pop non è leggero, è bruciante.
Ed è una forma di resistenza". Così Mika racconta il senso più profondo di Hyperlove, il nuovo album in uscita domani, progetto che segna una svolta artistica fondata su libertà creativa, rischio e vulnerabilità. Anticipato dal singolo Immortal Love, il disco nasce dal desiderio di rompere schemi e aspettative commerciali. "Se non osi, finisci in una prigione commerciale", spiega all'ANSA l'artista nato a Beirut. "Ho scritto questo album al pianoforte, senza l'opinione degli altri. Una follia necessaria. Chi viene ai miei concerti sa che mi ascolta perché prendo dei rischi".
Ne è venuto fuori un album che unisce il calore delle imperfezioni analogiche alla vitalità del pop elettronico, che esplora la tensione tra digitale e fragilità umana, raccontando un "hyper-love" inteso come forza euforica e necessaria per dare senso al mondo contemporaneo. "L'ingrediente segreto di Hyperlove è la libertà elettrica", spiega Mika. "L'ho scritto in purezza, senza pensare alle conseguenze, assumendomi il rischio di osare. Dopo vent'anni sono ancora qui perché celebro la mia parte alternativa, anche facendo pop".
Nel racconto di Mika, Hyperlove diventa anche una risposta al mondo contemporaneo, segnato da conflitti e instabilità. "Ci sono cose che oggi mi provocano rabbia e disgusto, come le guerre", afferma. "Ma più il mondo ti spaventa, più devi aprire le finestre invece di chiuderle. La mia risposta è cantare più forte, andare meno lisci". Un'idea di resistenza che passa dalla musica, dal teatro e da una visione artistica collettiva. "In questi vent'anni ho costruito una compagnia di musica e di teatro, una troupe. È il mio modo di non perdere luce e speranza graffiante". Forte anche il legame con l'Italia, un Paese che Mika dice di amare profondamente, lontano da ogni stereotipo. "Io vivo nel piccolo, nella campagna. Amo l'artigianato, gli atelier, i paesi. Non ho una visione gondoliera dell'Italia", racconta. "Attenzione a non cadere nella trappola dell'Italia impacchettata per i turisti. L'anima italiana non deve essere messa sotto vuoto".







