Trovare una nuova vita. Come le stelle che, alla fine del loro ciclo evolutivo, esplodono e cambiano forma. Il nuovo capitolo della carriera di Matteo Mobrici è un risveglio artistico che comincia da “Supernova”, il suo terzo disco da solista, in uscita il 30 gennaio. Un lavoro ispirato dai viaggi in giro per il mondo. “Sono stato a New York, a Londra, in Grecia e in Spagna. Mentre scoprivo luoghi nuovi, spesso guardavo in alto per sentirmi a casa – confessa a FqMagazine –. Il cielo mi ha sempre fatto sentire coccolato”. L’universo l’ha incuriosito, “ma più che altro sono appassionato alle grandi domande della vita”.
In oltre due anni lontano dalla scena, Mobrici di domande se n’è poste. Ed è nato un album influenzato dalla voglia di confronto: “Non volevo chiudermi nei miei sentimenti, questo mondo ci costringe a isolarci – spiega –. Ho coinvolto amici artisti: in “Astri” ha collaborato Calcutta, in “Con la lingua” c’è Gazzelle. Con Dimartino e Fulminacci abbiamo scritto e cantato insieme due pezzi che ci sono nel disco”.
L’impulso creativo è scaturito da un periodo trascorso senza Internet “in cui mi sentivo libero perché gli input e le notifiche che ci arrivano dagli smartphone ci cambiano il morale e io penso che la creatività nasca dalla noia”. E poi, dalla reunion degli Oasis che, racconta l’artista, “per me sono sempre stati quasi tutto. Il primo concerto in cui mi sono sentito famiglia con gli altri spettatori è stato il loro show nel 2008 al Forum. Quando poi li ho visti a Londra nel 2025 e ho sentito “Don’t look back in anger”, ho pensato di star ascoltando una delle dieci canzoni migliori della storia. Lo diceva anche Paul McCartney”. Dopo la pubblicazione di “Supernova”, Mobrici sarà live all’Alcatraz di Milano il prossimo 11 marzo.








