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Il tycoon lancia il nuovo Board: "Potremo fare ciò che vogliamo". Mancano i Paesi Ue, c'è Orbán
La firma è arrivata, come voluto e promesso da Donald Trump, circondato per l'occasione da una ventina di rappresentanti internazionali. Il "Board of Peace" è nato a Davos, in Svizzera, ieri mattina durante un evento a margine del World Economic Forum. "Una giornate emozionante", l'ha definita il presidente americano, secondo cui "tutti vogliono fare parte" del "Consiglio di pace" da lui concepito e promosso. Nonostante l'idea sia stata partorita pensando al futuro post bellico nella Striscia di Gaza, la Carta fondante del Board non menziona mai esplicitamente Gaza. E questo la dice lunga sulla metamorfosi degli obiettivi di un organismo immaginato per il dopoguerra nella Striscia e che, invece, nelle tempeste della geopolitica internazionale, si è dato alla fine uno Statuto globale. L'obiettivo dichiarato? "Promuovere la stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti". Non solo il Medioriente.






