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Il discorso al Paese. L'Ue: "Sicurezza transatlantica fondamentale". L'Alleanza: "Solo provocazioni". Al tycoon servono i due terzi del Congresso. O i poteri speciali
Come sua abitudine, Donald Trump dà il là al ciclo di notizie quotidiano affidando prima al britannico Telegraph e poi all'agenzia Reuters gli attacchi più duri finora lanciati contro la Nato. Dopo avere sferzato per anni gli alleati "scrocconi" che si riparavano pigramente sotto l'ombrello americano e non investivano abbastanza per la propria difesa, il presidente ha alzato il livello dello scontro, minacciando di ritirare gli Stati Uniti dall'Alleanza. Trump ha fatto sapere che sta "assolutamente" prendendo in considerazione l'ipotesi e che la questione è ormai "oltre ogni possibilità di ripensamento", dopo il rifiuto degli alleati di sostenere la guerra in Iran, mandando le proprie flotte a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Un'anticipazione di quello che dirà anche nel suo discorso alla nazione, pronunciato nella notte italiana, nel quale esprimerà il suo "disgusto" per gli alleati. Per quella che Trump ha definito una "tigre di carta" dalla quale "non è mai stato impressionato" è forse la peggiore crisi in 77 anni di storia. Il ritiro della Francia di De Gaulle nel 1966 dal comando militare integrato della Nato o le ambiguità degli eurocomunismi degli anni '70 e '80 non sono minimamente paragonabili.






