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Ora, che il presidente Usa faccia gli interessi del suo paese e delle sue industrie, ci sta. Eccome. Il problema è che per ora non c'è altro e i profitti - particolare di non poco conto - Trump li ha fatti tutti a spese dei suoi alleati
Diceva Mao Zedong, fondatore della Repubblica Popolare cinese: "Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente". Anche se è difficile immaginare un personaggio più lontano da lui, a parte qualche tratto autoritario, Donald Trump potrebbe tranquillamente far propria quella celebre frase visto che in otto mesi ha precipitato il mondo in uno stato confusionale: aveva promesso di imporre la pace in 24 ore in Ucraina ma nell'ultima settimana Kiev ha subito i bombardamenti più cruenti dall'inizio della guerra e dopo un mare di promesse e di minacce non abbiamo visto né le tanto conclamate sanzioni secondarie che avrebbero dovuto riportare alla ragione Putin, né la tregua.
E ancora: mentre a Gaza si muore ogni giorno, gli ultimi ostaggi israeliani non tornano a casa e Hamas continua a sopravvivere, a Washington si continua a contemplare l'idea di trasformare la striscia in una nuova Costa Azzurra. Infine, per dirne ancora una, dopo aver messo sotto sopra l'economia mondiale ora il tycoon è tornato a fare la voce grossa con l'Europa e pretende di di condizionare i regolamenti di Bruxelles sulle Big Tech americane come se le leggi della Ue dovesse deciderle la Casa Bianca.






