CORTINA - I ragazzini dello sci club Dolomiti Cadore, con le loro divise color arancione, si stringono attorno alla campionessa, le fotografie non si contano, gli autografi sono ovunque, sulle cartoline, sui caschi, sull'abbigliamento. Federica Brignone accontenta tutti, sorride, si concede ai tifosi, piccoli e grandi, nel negozio di Cortina della Rossignol, il suo sponsor tecnico. A Cortina, in questi giorni, Federica Brignone e le sue compagne di squadra delle discipline veloci si stanno allenando sulla pista Olympia delle Tofane: è un vantaggio di sicuro, rispetto alle atlete delle altre nazionali, poter provare la pista, consentire agli skimen di testare le impronte delle solette e le scioline, in base alle caratteristiche della neve, temperatura e umidità, che potranno ripresentarsi nei giorni delle gare.
Tutto ciò a due settimane dalle gare delle Olimpiadi. Per la campionessa valdostana è soprattutto un modo per riprendere confidenza con la velocità, messi ai piedi gli sci lunghi. È un altro passo avanti, dopo lo straordinario rientro alle competizioni con lo slalom gigante di Plan de Corones, a 292 giorni dal devastante incidente che le ha lesionato seriamente un ginocchio: «Tornare in pista è stata una grande emozione, un motivo di orgoglio per me e per tutte quelle persone, che mi hanno portato alla gara di martedì commenta Federica è stato talmente difficile, arrivare sino a qui. È stato un percorso che pareva impossibile, era arduo crederci, per cui devo soltanto ringraziare chi mi è stato vicino, chi ha lavorato con me e ha creduto in questa follia, assieme a me. È stato un lavoro complesso, non soltanto per me, ma anche per capire cosa fosse meglio fare. Li ringrazio tanto, tutti».














