Il governo serbo sta aspettando l'Ok degli Stati Uniti all'accordo di massima sul petrolio fra l'ungherese Mol e la russa Gazprom per il rilevamento della quota russa di Nis, per incrementare di un ulteriore 5% la sua quota di capitale su quest'ultima, che supererà così il 33%, per potere in futuro "bloccare decisioni che non sono nel suo interesse".
Lo ha dichiarato la ministra serba alle Miniere e all'Energia, Dubravka Djedović Handanović, al quotidiano filo-governativo Politika, ripreso da Rts e da altri media serbi.
Secondo la ministra, la dismissione della proprietà di Gazpromneft, che controllava finora, oltre alla raffineria di Pancevo, anche il vicino impianto petrolchimico Hip-PetroHemija, sarà concordato nelle disposizioni del contratto di acquisto per Nis, sul quale lunedì è stato annunciato un accordo preliminare, ma che dovrà essere completato in ogni parte entro fine marzo perché Washington possa revocare definitivamente le sanzioni che gravano sulla Nis. Queste sono scattatein autunno come strumento di pressione su Belgrado perché si disfi del controllo russo sulla sua filiera energetica. Quanto all'acquisizione del 5% in più da parte del governo, Djedović Handanović ha detto: "Guadagneremo di più, rafforzando la nostra posizione. Tutto questo avviene, finalmente, per la prima volta dal 2008, quando rinunciammo volontariamente a una maggiore influenza, dimostrandosi una mossa sbagliata". Sul ventilato ingresso di Adnoc nell'affare, Djedović Handanović ha spiegato che la società emiratina intende acquistare una quota di Mol, aggiungendo che si tratterà di un accordo tra due società private, che "la Serbia appoggia perché ha ottimi rapporti con gli Emirati Arabi Uniti, grazie soprattutto al presidente Aleksandar Vučić". "Non dimentichiamo che Adnoc è membro dell'Opec" ed è anche una delle maggiori società produttrici di idrocarburi al mondo, "con un'enorme esperienza e un'influenza globale nel settore petrolifero", ha detto. La ministra ha concluso confermando che ieri il governo di Belgrado ha inviato una lettera all'Ufficio per il controllo dei beni stranieri (Ofac) dell'amministrazione statunitense, chiedendo la proroga della licenza operativa per Nis (già temporaneamente concessa dal 31 dicembre fino alla scadenza di domani), e che si prevede una risposta da Washington entro la fine della settimana.








