Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha lanciato l'allarme sulle gravi conseguenze per l'intero sistema energetico, economico e finanziario del Paese col persistere del regime di sanzioni americane al gruppo petrolifero serbo Nis (Naftna Industrija Srbije).

Sanzioni dovute al fatto che IL colosso energetico russo Gazprom ha la maggioranza della proprietà.

Le sanzioni erano state a lungo rinviate dal loro annuncio all'inizio dell'anno ad opera della passata amministrazione Usa di Joe Biden, ma divenute operative dal 9 ottobre scorso. Parlando oggi in una conferenza stampa in diretta televisiva, Vucic ha detto che la grande raffineria Nis di Pancevo è ancora in attività ma a regime ridotto, e dovrà cessare del tutto le sue operazioni se nei prossimi quatto giorni non arriverà dalle autorità finanziarie americane il via libera al prosieguo della licenza. "Abbiamo ancora solo quattro giorni, dopodichè vi sarà la completa cessazione dell'attività della raffineria", ha detto Vucic. "Noi speravamo e ci aspettavano che il via libera degli Usa arrivasse ieri, ma comprendiamo che la parte americana intende attendere e ottenere maggiori informazioni e delucidazioni prima di una decisione positiva sul via libera alla licenza operativa", ha aggiunto il presidente. Il riferimento è al tentativo di Gazprom di cedere a terzi la propria quota di proprietà di oltre il 56% in Nis, una operazione sul cui esito nulla si sa ancora, con i russi impegnati a negoziare con varie compagnie mondiali. Vucic ha ribadito la posizione della Serbia contraria alla nazionalizzazione di Nis, confermando al tempo stesso la disponibilità di Belgrado a rilevare la quota proprietaria russa offrendo il prezzo migliore possibile. Alla domanda sul perchè i russi non abbiano offerto come prima opzione alla Serbia di rilevare la loro quota di maggioranza in Nis, Vucic ha risposto affermando che sono loro i proprietari e che spetta a loro decidere al riguardo. Anche se ciò, ha sottolineato, non rovinerà i buoni rapporti amichevoli con la Russia. "Non ho chiesto loro il perchè, nè intendo farlo, spetta a loro decidere. Loro sono i proprietari, hanno diritto a scegliere chi vogliono, è possibile che mirino a ottenere un prezzo migliore da altri, è possibile che abbiano maggiore attenzione per altri, io non ho alcun problema al riguardo", ha affermato Vucic. "Ma ciò non danneggerà i nostri rapporti con i nostri amici russi, anche se ciò resterà nella memoria storica".