La pesante situazione energetica della Serbia, con il gruppo petrolifero Nis sempre sotto sanzioni americane e nell'incertezza sul futuro delle forniture di gas russo, è stata al centro di un colloquio che il presidente Aleksandar Vucic ha avuto oggi con l'ambasciatore russo a Belgrado Aleksandar Bocan-Kharcenko.
"Abbiamo esaminato i progetti comuni che sono di importanza strategica per il nostro Paese, e abbiamo parlato anche delle forniture di gas e dei progetti infrastrutturali destinati a rafforzare ulteriormente il nostro sistema energetico", ha riferito Vucic in un messaggio postato su Instagram.
"Sono certo - ha aggiunto - che, attraverso un dialogo aperto e nel rispetto degli interessi reciproci, continueremo a costruire rapporti a garanzia della sicurezza, della stabilità e della prevedibilità per il nostro Paese". Dal 9 ottobre scorso sono diventate operative le sanzioni Usa a carico della compagnia Nis (Naftna Industrija Srbije), la cui proprietà è detenuta per oltre il 56% dal colosso energetico russo Gazprom, e due giorni fa Nis ha annunciato che la grande raffineria di Pancevo, la sola presente nel Paese, ha avviato le operazioni di chiusura dell'attività a causa del mancato afflusso di petrolio greggio.






