La Serbia continuerà ad acquistare grandi quantità di gas dalla Russia, ma rimane "saldamente" sulla strada verso l'Unione europea e prevede di assicurarsi 500 milioni di metri cubi di gas all'anno, ovvero un quinto del suo fabbisogno totale, attraverso il meccanismo congiunto di approvvigionamento del gas dell'Ue, al quale Belgrado ha aderito lo scorso anno: lo ha dichiarato il presidente serbo, Aleksandar Vučić, in un'intervista alla Reuters, riportata dal quotidiano serbo Politika.

Reuters, citata da Politika, scrive che Belgrado "desidera entrare a far parte dell'Ue" ma resta anche "uno dei pochi acquirenti di gas naturale russo rimasti in Europa", in quanto "ottiene oltre l'80% delle sue forniture" da Mosca.

Vučić ha detto di "comprendere la politica dell'Ue nei confronti dell'energia russa", aggiungendo che la Serbia "deve adattare le sue politiche energetiche alle richieste e alle aspettative di Bruxelles": "Avremo ancora grandi quantità di gas russo, ma ne prendiamo anche sempre di più dagli europei", ha sottolineato il leader serbo, spiegando che il suo Paese sta cercando di diversificare le fonti il più possibile. Vučić ha spiegato che la Serbia sta già acquistando gas dall'Azerbaigian tramite la Bulgaria, che la costruzione del gasdotto verso la Romania dovrebbe essere completata nel 2027 e che entro quest'anno dovrebbero iniziare i lavori per un gasdotto verso la Macedonia del Nord, che garantirebbe l'accesso al gas naturale liquefatto dalla Grecia. "Abbiamo ancora un prezzo molto favorevole nel nostro accordo a breve termine con la Russia e questo è positivo per il popolo serbo. Ma dovremo adattarci alle condizioni che l'Ue propone o impone". "Finché io sarò presidente, la Serbia proseguirà il suo cammino verso l'Unione Europea", ha affermato Vučić.