In un'azione dal carattere straordinario, il governo serbo ridurrà le accise sui carburanti di un ulteriore 40%, portando la riduzione totale al 61%, e libererà, immettendole sul mercato, 40.000 tonnellate dalla riserve: queste alcune delle misure d'emergenza decise stamani in una riunione d'urgenza del Consiglio di Sicurezza nazionale sull'emergenza petrolifera, mentre resta in vigore il divieto di esportare carburanti.

"Sono misure dolorose per lo Stato, ma non devono diventarlo per i cittadini", ha detto ai giornalisti il presidente, Aleksandar Vučić.

"Ogni anno - ha detto in conferenza stampa, citato dall'emittente pubblica Rts - incassiamo 2 miliardi di euro dalle accise, che rappresentano la nostra principale fonte di entrate, che utilizziamo per finanziare scuole, strade e pagare gli stipendi" e "le avevamo già ridotte di oltre il 20%". Ma se fosse mantenuto questo livello annuale, "il prezzo attuale del gasolio sarebbe di 257 dinari (2,18 euro)" al litro, ha affermato Vučić, mentre riducendo le accise di un altro 41%, il rincaro sarà ridotto a 212 (1,80 euro) da 208 (1,77 euro) dinari al litro. Secondo Rts, Vučić ha anche detto che "è importante che nei prossimi giorni si discuta di un nuovo accordo sul gas con la Russia". "Cercherò anche di parlare con il presidente Putin dell'accordo sul gas, che scade il 31 marzo. Se riuscissimo a ottenere un prezzo più favorevole, secondo una formula simile a quella utilizzata finora, per i prossimi tre mesi, ciò faciliterebbe notevolmente tutti i nostri sforzi", ha dichiarato Vučić.