La Serbia proseguirà con convinzione sulla strada verso l'adesione all'Unione europea, e al tempo stesso non cambierà la sua posizione contraria alle sanzioni alla Russia.
Lo ha detto il presidente Aleksandar Vucic.
"Io non ho padroni. Gli unici a cui rispondo sono i cittadini della Serbia e il popolo serbo e a nessun altro, né a quelli in Occidente né a quelli in Oriente. La Serbia è sulla strada verso l'integrazione europea, e resterà fino alla fine del mio mandato. La Serbia non imporrà sanzioni alla Federazione russa e così sarà fino al termine del mio mandato", ha detto Vucic in una intervista nella tarda serata di ieri alla tv privata Pink. Ribadendo di essere sempre disposto a dialogare con il movimento di protesta degli studenti, Vucic ha osservato che nel Paese cresce sempre più l'insoddisfazione e l'insofferenza della popolazione per le continue proteste e blocchi stradali che vanno avanti da nove mesi. "In Serbia si rafforza l'opposizione nei confronti di incidenti, disordini e destabilizzazione. Una opposizione che si manifesta con raduni e cortei del tutto pacifici che non minacciano nessuno", ha affermato il presidente, secondo il quale nuove contromanifestazioni sono in programma per questo fine settimana. Nuove elezioni si terranno prima della scadenza naturale della legislatura e quando gli organi istituzionali competenti lo decideranno, ha detto Vucic, che ha nuovamente smentito una sua presunta intenzione di modificare la Costituzione per potersi candidare a un terzo mandato presidenziale. Il secondo e ultimo mandato quinquennale di Vucic scadrà nel maggio 2027. Il presidente ha poi confermato che si recherà in Cina nei prossimi giorni per le celebrazioni solenni dell'80/mo della vittoria sul Giappone, "se nel nostro Paese non vi saranno eccessivi problemi", e ha annunciato una grande parata militare per il prossimo 20 settembre a Belgrado, con la quale i cittadini potranno rendersi conto di quanto la Serbia si sia rafforzata e modernizzata in fatto di difesa e armamenti.






