Gli Stati Uniti hanno nuovamente rinviato per un mese, fino al 29 luglio, l'entrata in vigore delle sanzioni annunciate lo scorso gennaio dall'amministrazione uscente di Joe Biden a carico della compagnia petrolifera serba Nis (Naftna Industrija Srbije).
Ne ha dato notizia oggi la ministra dell'energia serba Dubravka Djedovic Handanovic, parlando di una buona notizia per il Paese.
Si tratta del quarto rinvio deciso dall'amministrazione americana. Il governo di Belgrado tre giorni fa aveva chiesto il nuovo rinvio con una lettera all'Ufficio competente del ministero delle finanze Usa..
Il 26 aprile scorso gli Stati Uniti avevano rinviato per la terza volta l'applicazione delle sanzioni per due mesi, fino al 27 giugno. Con l'imposizione delle sanzioni, la passata amministrazione americana chiedeva la completa uscita degli interessi russi dal capitale di Nis, la cui proprietà è detenuta per oltre il 50% dal colosso energetico russo Gazprom.
Washington aveva peraltro rilevato che le sanzioni non sono dirette in alcun modo contro la Serbia e il suo popolo ma contro la Russia, i cui proventi dal capitale di Nis contribuiscono a finanziare l'aggressione militare contro l'Ucraina.






