Inegoziati per la vendita alla compagnia di idrocarburi ungherese Mol della quota maggioritaria di Gazprom nella serba Nis, sotto sanzioni Usa proprio per il capitale di controllo russo, "procedono bene e il primo passo fattivo è atteso in questi giorni": è quanto ha assicurato il ministro degli Esteri e del commercio ungherese, Petar Szijjarto, in visita a Belgrado, dove ha incontrato la ministra serba alle Miniere e all'energia, Dubravka Djedovič Handanovic.

L'agenzia Tanjug, citando il ministro magiaro, scrive anche che la raffineria di Pančevo , l'unica attiva in Serbia, è di "importanza strategica" per Mol e che pertanto "le notizie diffuse dai media secondo cui la compagnia petrolifera ungherese intenderebbe chiudere la raffineria se acquisisse Nis non sono vere".

Szijjarto ha inoltre sottolineato che verrà firmato un accordo intergovernativo tra Serbia e Ungheria, che attribuirà un'importanza strategica alla costruzione dell'oleodotto tra i due Paesi vicini, per il quale è stata indetta una gara d'appalto all'inizio di gennaio.

"Quando Mol acquisterà la quota di maggioranza di Nis e la costruzione dell'oleodotto sarà completata, avremo una situazione energetica estremamente favorevole, mai vista prima", ha dichiarato Szijjártó. Proprio oggi scade la sorta di ultimatum dettato verbalmente dal presidente serbo, Aleksandar Vucic, per cui se nessuno avrà concluso un accordo per rilevare la quota Gazprom in Nis, lo stesso governo serbo procederà con una sua offerta ai russi al "migliore prezzo".