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L’Università di Torino vieta una serata-concerto pro Askatasuna a Palazzo Nuovo, definita non autorizzata e a rischio sicurezza. Forza Italia attacca i collettivi e chiede all’Ateneo di prendere le distanze

Le locandine dei collettivi torinesi circolavano da qualche ora sui social. Annunciavano per domani sera una serata-concerto a Palazzo Nuovo, storica sede delle facoltà umanistiche, a sostegno di Askatasuna, all’insegna dello slogan “Torino è partigiana”: un vero e proprio “rave” con la partecipazione di dj e gruppi musicali. La rettrice Cristina Prandi deve essere sobbalzata sulla poltrona, tanto che a stretto giro di posta dirama una nota ai giornali sottolineando che la serata «non è autorizzata e qualora dovesse comunque avere luogo, sarà fatta un’opportuna segnalazione alle autorità competenti».

A dire il vero l’Universita’ non sembra contestare il significato politico di una manifestazione a favore di un centro sociale sgomberato dalla polizia e, proprio ieri, anche depennato dalla lista dei beni comuni della Città di Torino. Ma accampa comunque giuste motivazioni legate a “condizioni al di fuori di ogni perimetro di sicurezza”. Un conto, insomma, i locali concessi dalla rettrice nei giorni scorsi gli stessi collettivi per l’assemblea che ha deciso la mobilitazione pro Askatasuna del prossimo 31 gennaio a Torino, un altro il “rave party” dalle conseguenze (im)prevedibili nei locali universitari.