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Convogli da tutta Italia e lezioni di combattimento per sfidare i cordoni di polizia: a Torino è allerta massima per il raduno nazionale del 31 gennaio
A Torino fervono i preparativi nell'area antagonista per la manifestazione nazionale per Askatasuna del prossimo 31 gennaio. Sono previsti in arrivo nel capoluogo piemontese convogli da tutta Italia, organizzati da centri sociali ma anche da collettivi universitari e scolastici che si sono dati appuntamento in città, dove l'allarme è massimo da ormai oltre un mese. Il Giornale sta monitorando il mondo antagonista che gravita attorno a questo evento per il quale è già stata annunciata violenza di strada e guerriglia ed è stata individuata un'attività particolare in Toscana da parte di un gruppo che sarà alla manifestazione del 31.
"Que viva Askatasuna. Ci togliete gli spazi, ci troverete nelle strade", si legge nel manifesto condiviso da una cosiddetta "palestra popolare", che annuncia "allenamento in piazza verso il corteo nazionale". L'appuntamento è per oggi alle 18 e guardando l'elenco dei corsi che vengono presentati dalla stessa, a quell'ora e in quel giorno la "palestra popolare" organizza corsi di boxe, a cui fanno seguito karate e kick-boxing. Sport nobili, che insegnano disciplina e controllo ma anche tecniche di combattimento da strada. Quel che colpisce è "l’allenamento in piazza verso il corteo", quasi come se fosse un'attività funzionale alla manifestazione di Askatasuna. Che il centro sociale torinese e i suoi sodali si stiano organizzando per la manifestazione in modo da arrecare problemi alle forze dell'ordine è acclarato: prevedere più punti di partenza è una ridata strategia di guerriglia urbana, ricavata dalle azioni militari e para militari, che richiede un maggiore dispendio di uomini e di forze per arginare l'azione. Punta a saturare la capacità di risposta delle forze di polizia, obbligandole a dividere i contingenti su più fronti contemporaneamente. Questo schema ricalca tattiche già viste in passato durante i vertici internazionali, dove l'obiettivo non è solo la testimonianza politica, ma l'imposizione fisica della propria presenza sul territorio, con la volontà di procurar battaglia con le forze dell'ordine.






