PREGANZIOL «Non riusciamo a darci una spiegazione di quello che è accaduto. L’autopsia farà chiarezza ma noi abbiamo perso tutto». Matteo Vettorazzo, 23enne fratello di Vania, parla con la voce spezzata dall’abitazione di famiglia a Preganziol. Mamma Sara e papà Francesco ieri mattina erano al Ca’ Foncello per rivedere ancora una volta la loro figlia. «I medici ci hanno detto che la causa potrebbe essere un’embolia polmonare dovuta alla pillola - spiega - oltre a quella non prendeva altri medicinali. È chiaro che però gli esiti che ci verranno dati serviranno solo a darci una spiegazione. Ma non a riportarci indietro Vania».
È difficile ricordare quegli attimi di martedì pomeriggio, quando la sorella si è sentita male e i genitori lo hanno chiamato dal Ca’ Foncello. «Io ero a lavoro - ricorda - Mi è arrivato un messaggio alle 14 da mia mamma, dicendomi che Vania aveva avuto un arresto cardiaco e che l’avevano portata in ospedale». Matteo non ci ha pensato due volte, ha chiesto un permesso ed è uscito di corsa diretto al nosocomio.
Quando è arrivato, i medici stavano aggiornando mamma e papà sulle condizioni della ventunenne. «Dopo venti minuti che sono arrivato anche io, i dottori ci hanno detto che hanno provato rianimarla ma il cuore non batteva più». Vania è mancata alle 15. I tentativi di rianimazione sono andati avanti più di un’ora da quando è stata portata in pronto soccorso. «Faceva pilates ogni settimana, non è mai stata male», dice cercando le parole per ricordarla.







