PREGANZIOL - Una tragica fatalità. Per Mattia Vettorazzo, la morte della sorella Vania, stroncata a 21 anni da un malore mentre era in palestra, è stata, purtroppo, semplicemente questo.
La causa del decesso è stata un'embolia polmonare secondo quanto decretato l'altro ieri dall'autopsia effettuata sul corpo della giovane. Non era stato escluso, inizialmente, che la morte di Vania fosse legata anche all'assunzione della pillola anticoncezionale. Ma è proprio il fratello a spazzare via ogni dubbio: «La pillola non c'entra probabilmente nulla visto che la prendeva già da oltre 3 anni. È stato semplicemente il destino» conclude amareggiato. «Anche il medico ci ha detto che il problema che ha avuto non era preventivabile e una volta che le è venuto non c'era modo di intervenire». Una tragica fatalità. Che ha spento il sorriso della 21enne troppo presto. Strappandola all'affetto immenso della sua famiglia e dei suoi amici.
Proprio loro la ricorderanno salutandola per l'ultima volta mercoledì pomeriggio nella chiesa di Preganziol. È questa la data scelta per il funerale. Ora e dettagli sono ancora da definire, si sapranno nei prossimi giorni.
Vania studiava statistica all'Università di Padova. Ancora un anno e si sarebbe laureata. Tra i sogni nel cassetto, il desiderio di trasferirsi all'estero. Intanto alternava gli esami con il lavoro di cameriera al Bacaro V, dove amici e colleghi la ricordando come «una persona solare, disponibile ed estremamente intelligente». Nella sua vita, però, occupava una parte importante anche lo sport: in passato era stata tesserata con l'Atletica Mogliano, mentre da quattro mesi a questa parte frequentava un corso di pilates alla palestra Bamboo di Dosson. «Mi stava sempre vicino. Forse più lei a me, che il contrario. Rimpiango questo - sono state le parole pronunciate da Matteo pensando al suo futuro e a quello dei genitori - sto metabolizzando quello che è successo».







