Per anni è stato una presenza invisibile ma costante sulle nostre tavole. Il bisfenolo A (BPA), sostanza chimica utilizzata soprattutto nei rivestimenti interni delle lattine e degli imballaggi alimentari, è entrato silenziosamente nella catena alimentare quotidiana. Oggi, però, l’Unione Europea ha deciso di voltare pagina: da gennaio 2025 il BPA è vietato nei materiali a contatto con gli alimenti.
Il bisfenolo A è impiegato principalmente nella produzione di resine epossidiche, utilizzate per rivestire l’interno delle lattine metalliche che contengono cibi e bevande come tonno, legumi, pomodori, zuppe e bibite. Questo strato protettivo serve a evitare la corrosione del metallo e a prolungare la conservazione degli alimenti. Tuttavia, con il tempo e in determinate condizioni – come il calore o lunghi periodi di stoccaggio – piccole quantità di BPA possono migrare dal contenitore al cibo.
Il problema è che il BPA è classificato come interferente endocrino, una sostanza capace di alterare il normale funzionamento del sistema ormonale. Numerosi studi scientifici hanno collegato l’esposizione al bisfenolo A a possibili effetti negativi sulla fertilità, sullo sviluppo fetale, sul metabolismo e sul sistema immunitario. Proprio queste evidenze hanno spinto le autorità sanitarie europee ad abbassare progressivamente i limiti di sicurezza, fino alla decisione più drastica.









