Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

21 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:01

Uno stop momentaneo ma nessun passo indietro. Il sindaco di Bologna ha già pronto il “piano B” dopo la bocciatura da parte del Tar del provvedimento con il quale il Comune ha istituito il limite di velocità a 30 chilometri orari in circa il 70% del territorio cittadino. “La Città 30 non si ferma”, assicura Matteo Lepore che – nel corso di una conferenza stampa – ha annunciato i prossimi passi del Comune: “Abbiamo già pronto il nuovo provvedimento, con un’istruttoria eseguita su migliaia di strade, per motivare strada per strada come ci chiede il Tar”.

Il Tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso di un tassista annullando gli atti adottati dal Comune, sottolineando che questi sono stati presi con “motivazioni generiche“. In pratica il Tar ha ricordato che è il Codice della strada, in primis, e le altre normative nazionali a stabilire i limiti di velocità: agli enti proprietari della strada (i Comuni, in questo caso) è data la possibilità di fissare limiti anche più bassi ma solo ad determinate condizioni indicate da una direttiva del Ministero delle Infrastrutture. Quindi un’eccezione alla norma che deve essere motivata caso per caso. Per i giudici amministrativi questo “limite di velocità generalizzato” non è adeguatamente motivato e quindi “l’individuazione delle strade assoggettate al limite di 30 km/h non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa”. Così arriva l’annullamento degli atti istitutivi della Città 30 “fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare”.