Il Tar dell'Emilia-Romagna ha accolto il ricorso dei tassisti e ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la “Città 30”. In particolare viene annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 chilometri orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'amministrazione intenderà adottare.
Bologna, nessun morto in strada dopo il limite dei 30 all'ora: non succedeva dal '91
Bologna “Città 30" è un provvedimento in vigore esattamente da due anni, dal 16 gennaio 2024 dopo una fase sperimentale. Il principio (su cui si fonda il ricorso dei tassisti che il Tar ha accolto) è quello di un inasprimento del limite previsto del codice della strada: ovvero tutte le strade hanno il limite di 30 all'ora ad eccezione di quelle ad alto scorrimento dove il limite resta di 50.
La mia vita a 30 all’ora a Bologna
Il Tar ha contestato proprio questo punto, che era stato anche al centro del violentissimo scontro fra il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il ministro dei trasporti Matteo Salvini al momento della sua introduzione: ovvero ha disposto che il limite di 30 deve essere disposto strada per strada e non generalizzato. Secondo i dati del Comune di Bologna, nel primo anno la "Città 30'” ha prodotto una diminuzione di circa il 13% degli incidenti totali, una riduzione del 50% dei morti, dell'11% di persone ferite e del 10% di incidenti con feriti.












