Il Tribunale amministrativo dell'Emilia-Romagna ha accolto il ricorso presentato da due tassisti ed ha bloccato Bologna Città 30, il provvedimento del Comune che due anni fa ha esteso a tutta la città il limite di velocità di 30 chilometri orari. Secondo il Tar un'ordinanza di questo tipo non è legittima, perché i divieti vanno dettagliati strada per strada. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, sostiene che il ricorso sia stato presentato dall’europarlamentare di Fdi Stefano Cavedagna, ma in realtà il partito di Giorgia Melloni aveva presentato un ricorso in aggiunta a quello dei tassisti, richiesta però bocciata dal Tar. Tuttavia, la sostanza non cambia. Il Tar ha di fatto dato ragione all'interpretazione portata avanti dal ministero dei Trasporti, secondo cui non si può applicare un divieto generalizzato, ma bisogna dettagliarlo strada per strada, sulla base di parametri oggettivi: un alto passaggio pedonale, la vicinanza alle scuole, marciapiedi non adeguati. Esulta perciò il ministro Matteo Salvini, già protagonista di uno scontro con il sindaco di Bologna Matteo Lepore: «Il nuovo codice della strada approvato un anno fa dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale – attacca - che va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici che danneggiano i cittadini e tradiscono lo spirito delle Zone 30, pensate appositamente per proteggere alcune aree sensibili».
Il Tar annulla il limite a 30 km all’ora a Bologna, esultano Fdi e Salvini
Il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso presentato dai tassisti e sostenuto da Fratelli d’Italia. Per il Comune è “l’ennesimo boicottaggio del governo”











