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Accolto il ricorso dei tassisti (sostenuto da FdI) contro il limite generalizzato a 30 all’ora. Per i giudici il Comune ha agito oltre le proprie competenze
Stop a “Bologna città 30”. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune a guida Pd aveva introdotto, a partire dal 1° luglio 2023, il limite generalizzato di 30 chilometri orari. La decisione arriva a seguito di un ricorso presentato da due tassisti, con il sostegno di Fratelli d’Italia, e riguarda in particolare il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze che istituivano le aree con limite ridotto. Restano comunque salvi eventuali nuovi atti che l’amministrazione comunale potrà adottare in futuro.
Secondo quanto riportato nella sentenza, i ricorrenti avevano contestato gli effetti della misura sull’attività lavorativa dei tassisti. I due conducenti, poi rimasto uno solo, “lamentavano”, si legge nel provvedimento, “il fatto che l'imposizione generalizzata del limite dei trenta chilometri orari avrebbe comportato tempi di percorrenza quasi doppi, con la conseguente riduzione del numero delle chiamate a cui rispondere e notevole contrazione del guadagno, per buona parte legato alla quota fissa richiesta per ogni corsa che va dai 3,40 euro ai 6,10 euro o addirittura 11,00 euro dall'aeroporto”. I ricorrenti “lamentavano, dunque, la lesione della chance di effettuare più corse rispetto a quelle possibili in presenza del limite di 50 km/h, integrante un danno emergente consistente nell'ingiusta privazione di un interesse meritevole di tutela”.











