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Ultimo aggiornamento: 10:16

Le iniezioni per dimagrire non sono la panacea di tutti i grassi e non garantiscono risultati a lungo termine. In base ad una ricerca condotta dall’Università di Oxford e pubblicata su BMJ (British Medica Journal), chi si sottopone a trattamenti agonisti del GLP-1 come il semaglutide e tirzepatide, dai nomi commerciali più noti come Ozempic e Mounjaro, è più incline a riprendere il peso perso quando smette il trattamento che, normalmente, dura al massimo 12 mesi. “Quando cinque anni fa sono entrati nel mercato affermandosi come strumento efficace, molti li hanno visti come “la soluzione di tutti i mali”, spiega al Fatto Quotidiano Paul Gately, direttore del centro More Life che si occupa di obesità e professore di Exercise and Obesity presso la Beckett University di Leeds.

Oggi, però, anche le iniezioni per la perdita di peso hanno mostrato i loro limiti tanto che i ricercatori, nelle annotazioni, hanno invitato a chiarire ai pazienti che non esistono “formule magiche” o scorciatoie per perdere peso.

“Le diete non funzionano, l’esercizio fisico non funziona, la psicologia non funziona, ma questi farmaci funzionano”: questa era la narrativa convincente degli albori ricordata da Gately per spiegare la formula del successo di chi si poteva permettere questi trattamenti, dai risultati assicurati. “Ma, nella scienza – ha poi aggiunto – tutto si evolve e quello che sappiamo oggi è che queste punture funzionano per un breve periodo di tempo. Proprio come le diete, come l’esercizio fisico e come la psicologia”.