La tigre sta per balzare su una preda, è un miracolo di colori, guizzo di muscoli, potenza in movimento. La sua ferocia è l’istinto vitale, lo slancio per catturare e nutrirsi, ed è così viva che, per un momento, si sarebbe tentati di scappare, di togliersi dalla traiettoria del suo balzo micidiale. Poi appaiono volpi, gatti, uccelli variopinti, in una babele onirica di forme che si trasformano persino in suoni, grugniti, ringhi, miagolii... E su tutto domina il profilo bizzarro del pittore, tra i più amati del Novecento e con una storia personale tra le più tormentate e commoventi: Antonio Ligabue.

La sua opera sfugge a qualsiasi definizione o etichetta, ma è costante la passione che continua a suscitare, attraverso numerose mostre organizzate in tutta Italia, saggi e biografiei, sceneggiati televisivi (celeberrimo quello con Flavio Bucci nei panni dell’artista), e film, come quello recentemente interpretato da Elio Germano nei panni dell’artista. A Cagliari sta ottenendo un vasto successo di pubblico Antonio Ligabue. La grande mostra, una importante retrospettiva, ospitata, fino al 7 giugno 2026, nel Palazzo di Città di Cagliari. L’esposizione, prodotta e organizzata dal Comune di Cagliari - Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Turismo - e dai Musei Civici di Cagliari, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Arthemisia, è curata da Francesco Negri e Francesca Villanti. Di Ligabue viene restituita un’immagine completa, attraverso una selezione di 60 capolavori, tra olii e disegni, che testimoniano l’evoluzione di un linguaggio artistico senza paragoni, capace di trasformare la sofferenza in bellezza, in cui la vita è inseparabile dall’arte.