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"La tigre viziosa" fu lanciato da Vittorini, elogiato da Calvino, amato da Montale. Ora torna in libreria
Il 24 febbraio 1954 Italo Calvino scrive a Sergio Antonielli (Roma, 1920 Milano, 1982): "La Tigre viziosa è una lieta sorpresa. L'ho letto con grande entusiasmo. È piena d'intelligenza, scritta con limpidezza, e in questa giungla ti ci muovi con perfetta disinvoltura". Un giudizio lusinghiero e autorevole, la premessa, assieme al parere di lettura di Elio Vittorini, per una rapida pubblicazione. Nel giugno del 1954 La tigre viziosa appare in libreria, pubblicato da Einaudi nella collana "I gettoni", dove apparivano i testi scelti proprio da Vittorini. Nonostante tutto questo singolare e originalissimo testo scomparirà dalla memoria, resterà dimenticato. Toccherà a Giancarlo Pontiggia di suggerire un intelligente ripescaggio, stavolta per Mondadori. La scheda di lettura è di nuovo assai positiva. Scrive Pontiggia: "La narrazione ha momenti di freschezza naturalistica alla Kipling ed è condotta con estrema coerenza realistica: il lettore, celato senza apparenti artifici nell'ottica dell'animale, ne rivive dall'interno la potenza, l'agilità, i movimenti, le reazioni: questo è reso in modo molto stimolante e spontaneo. Ma tutta la narrazione ha una suggestione intensa e una profondità insolita di significati". Al termine ne propone la ristampa. Il libro esce nuovamente nel '79 e nuovamente si smarrisce nel corso del tempo, la memoria si cancella.






